giovedì 13 ottobre 2016

J’Accuse del 12/10/2016 sulle voci di una guerra con la Russia



Abbiamo sempre pensato che un mondo unipolare sarebbe stato un disastro per l’intera umanità.  Sin dalla caduta del muro di Berlino gli USA avevano cercato di costruire un mondo unilaterale e unipolare ora eliminando, ora soffocando tutte le voci che si opponevano a questo disegno universale.  Questo stesso progetto americano trovava una sua precisa realizzazione nella creazione di un mercato globale controllato dalle multinazionali e nella costruzione di un nuovo ordine mondiale che si sarebbe articolato in Europa nell’allargamento ad Est dell’Unione Europea e del suo braccio militare la NATO,  nel Medio-Oriente, nell’edificazione di un nuovo assetto geopolitico che avrebbe visto la cancellazione degli Stati “canaglia” ( Siria e Iraq) e il rafforzamento della sicurezza dello Stato ebraico. Gli attacchi dell’11 settembre 2001, non furono casuali, come molti analisti avevano già osservato. Essi diedero all’America quel diritto alla guerra preventiva. Così il Medio-oriente s’infuocò con tutte le conseguenze drammatiche che viviamo fino ad oggi. L’America, anziché creare un nuovo Medio-oriente, “pacifico e democratico,” contribuì con i suoi interventi militari, e con la “delega” a stati come la Turchia...a creare l’inferno medio-orientale.

In Europa, invece, Il discorso era ben diverso. L’America pensava, anzi sperava, che la Russia sarebbe passata, dopo la caduta del Muro di Berlino, dall’addormentamento, all’implosione. Ma il problema principale, molto a cuore dei suoi generali e strateghi, ossia quello dei suoi armamenti nucleari e industrie militari, sarebbe sempre rimasto irrisolto. L’evoluzione successiva della situazione in Russia aveva dimostrato il contrario. Una grande nazione non si cancella da un giorno all’altro e nemmeno da un secolo all’altro o estendendo degli schieramenti fino ai suoi confini, come lo è stato il caso della richiesta dell’adesione dell’Ucraina alla NATO. Il risveglio della Russia, sotto la guida di Putin, ha costituito, e costituisce un ostacolo alla realizzazione di un mondo unipolare. I primi scontri tra russi e americani avvennero in occasione dell’invasione dell’Iraq. Lì, gli americani e i loro alleati, smentiti dalla storia successiva, decisero di occupare il paese arabo, giustificando tale invasione con le menzogne sulle armi di distruzione di massa possedute da Saddam. Poi venne la volta della Libia, della Siria e poi dell’Ucraina. Tutti scenari in cui si è palesato lo scontro tra un Occidente Ancora un’altra volta neocolonialista e invasivo ed una Russia orgogliosa e aspirante alla sua vecchia gloria . Quest'ultimo usa l’arma delle sanzioni economiche e dell’isolamento contro di essa, ma più passa il tempo più tale arma si rivela inefficace. Il guaio principale è che in questo momento in Occidente, abbiamo delle menti basse e chiuse al dialogo, inconsapevoli dei pericoli e delle conseguenze di un’umiliazione e di un lungo e imprevedibile confronto con la Russia. Gli strateghi sanno bene che sarà una guerra che non verrà vinta da nessuno. E allora? Sulla testa dei nostri governanti, siano intelligenti o idioti, incombe la responsabilità e il dovere di preservare la pace e di garantire all'umanità il diritto alla vita e al progresso.  Domani ciascuno verrà giudicato per quello che poteva fare o non abbia fatto. La pace è un dono divino.

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Hamid Misk, scrittore.

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