mercoledì 14 giugno 2017

J’Accuse del 13/06/2017 sulla sconfitta del M5S nelle ultime elezioni amministrative


Qualcosa manca alla mia creatura
Rivoluzionari, idee e slanci
e nuove intelligenze e agganci
Non sarai tu la mia sventura?

Eppure ne abbiamo avuto...
di sogni e promesse
e parole mai espresse
perse in ogni voto perduto

La verità è che solo un risveglio
potrà ridarci il consenso
Quanto vorrei non perdere il buonsenso
Quanto ho bisogno del vostro sostegno


J’Accuse del 13/06/2017 sulla sconfitta del M5S nelle ultime elezioni  amministrative

La sconfitta elettorale del M5S nelle elezioni amministrative arriva come una scossa di terremoto su tutto il movimento. La cosa grave in questa vicenda è chi minimizza la sua portata ignora totalmente la verità dei fatti.La creatura di Grillo è fuori da tutti i principali ballottaggi nei capoluoghi di provincia e nella capitale del Parmigiano Reggiano si conferma “l'effetto Pizzarotti”.  Una vera sconfitta per il movimento. Palermo, Genova, Parma: il M5s perde in tre città politicamente molto importanti per motivi diversi.
 Palermo è il capoluogo della Sicilia, dove a ottobre ci saranno le elezioni regionali. Questa sfida sarà un banco di prova per le prossime politiche previste verso la primavera dell’anno prossimo.
Genova è la città di Beppe Grillo, dove c’è stato lo scandalo di Marika Cassimatis, che è stata allontanata dal M5s dopo aver vinto le “comunarie”.

Insomma, nessun salto di qualità. E’ innegabile che ci sono delle grosse difficoltà nei comuni amministrati dal M5S. E’ innegabile che molta gente è scontenta del degrado e delle questioni spinose che assediano le nostre città e in primis, l’accoglienza dei profughi, la sicurezza, il lavoro e la gestione dei rifiuti urbani. E’ evidente che non tutte le cause del malgoverno sono imputabili al M5S, ma l’immobilismo, l’inezia e la mancanza d’idee di alcuni amministratori aggravano le già aggravate situazioni delle maggiori città italiane. Che cosa costerebbe al M5S organizzare una campagna per riempire le buche a Roma, raccogliere l’immondizia lasciata apposta dalle Municipalizzate per mettere in difficoltà la Raggi e la sua Amministrazione? Che cosa costa inventare delle soluzioni e coinvolgere la cittadinanza delle suddette città? Il problema principale è che dopo lo slancio delle passate elezioni politiche, i proclami, il Reddito di cittadinanza, in primis, ci si è assuefatti, e direi accomodati ad una retorica politica che nulla a che vedere con i discorsi rivoluzionari che abbiamo sentito da Grillo sulle piazze italiane. Qualcosa non va! E se lo si continua a minimizzare come abbiamo visto, si va verso un inevitabile declino. Adottare degli slogan di circostanza, come quelli che abbiamo subito sentito dalla Raggi dopo le elezioni, è fuorviante e non costituisce affatto la giusta risposta che i cittadini italiani vogliono sentire: gli italiani vogliono delle soluzioni concrete ai loro problemi che né Renzi, né Berlusconi e nemmeno il M5S è in grado di darglieli, al meno fino a questo momento. 

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Hamid Misk, scrittore.

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