J’Accuse del 15/09/2017 sul braccio di ferro Corea del Nord e Stati Uniti D’America

J’Accuse del 15/09/2017 sul braccio di ferro Corea del Nord e Stati Uniti D’America

Il braccio di ferro in atto tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti d’America, e i loro alleati, s’inserisce in quel tentativo, peraltro già fallito, in Europa e in Medio Oriente, di creare un mondo unipolare. Ci ricordiamo bene del progetto del “Grande Medio Oriente” teorizzato da Bush: e tutte le aspirazioni velleitarie che avevano portato solo caos nel mondo?
La caduta del muro di Berlino aveva illuso gli americani e "gli europei dell’ovest" che essi potessero dettare legge “in modo arbitrario” e inaugurare un ordine mondiale dove tutto viene asservito alla logica degli interessi capitalistici (mondializzazione) dei più forti e alla prepotenza militare. Lo scontro con la Russia in Ucraina ha dimostrato quanto machiavellismo cella quell'infruttuosa logica, mascherata con la democrazia e il rispetto dei diritti umani, dell’allargamento dell’Unione europea, a cui deve forzatamente far seguito l’adesione alla Nato dei paesi annessi. Mosca non poteva accettare questo nuovo ordine mondiale che non accetta il dialogo e tende con ogni mezzo a cancellare ogni dissenso e ogni potenza rivale.

Oggi ci troviamo davanti ad una delle crisi che minaccia la pace e la sicurezza internazionale. In qualche modo questa crisi assomiglia alla recente crisi Ucraina. Come esistono due Ucraine, esistono due Coree: una assoggettata da sempre agli americani e l’altra tradizionalmente ribelle e contraria all’egemonia di Washington in estremo Oriente. La sopravvivenza del regime della Corea del Nord non è dovuto alla sola combattività di questo popolo ma anche al notevole e decisivo sostegno che i cinesi le avevano assicurato sin dal 1950, anno dello scoppio della guerra di Corea, e quello attuale dell’emergente Russia di Putin che non vuole lasciare spazio libero, all’America e che oramai sostiene apertamente ogni dissenso al nuovo ordine mondiale e all’unipolarismo sognato e voluto dagli americani. L’odierno lancio del Missile intercontinentale ce la dice lunga sulle capacità della Corea del Nord a dotarsi di simili armi capaci di raggiungere non solo i nemici vicini, ma anche obiettivi lontani in Europa e negli Stati Uniti. Qual che emerge da questo confronto è che gli americani stentano, o sembrano non voler capire nulla dalla storia recente. L’ordine mondiale voluto da loro non può reggersi sulla sola forza militare e sullo strumento dell’isolamento del nemico e delle sanzioni economiche e politiche. Abbiamo visto come le sanzioni creassero più danni della stessa guerra. L’Embargo decretato contro l’Iraq aveva causato nel corso di quasi 15 anni due milioni di morti tra cui centinaia di migliaia di bambini. Lo stesso scenario è successo in Libia e sta succedendo oggi in Siria. Gli americani non vogliono capire che le politiche adottate fin qui sono state catastrofiche e che continuare ad usare lo stesso approccio anche in Estremo oriente rischia di adirare la già adirata Cina e la già isolata e sanzionata Russia.
I missili di Kim devono risvegliare le coscienze addormentate dell’intera comunità internazionale. 
C’è bisogno come ha affermato il ministro degli Affari Esteri di Mosca Lavrov: “ che il più forte faccia il primo passo in avanti e avanzi dei propositi ragionevoli che evitino l’olocausto nucleare!”. Il dialogo rimane l’unica via percorribile per evitare che l’Estremo oriente diventi un nuovo Medio oriente. L’America ha la grande responsabilità di salvaguardare la pace e aprire una nuova era di dialogo e di cooperazione nelle Relazioni Internazionali.

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