mercoledì 24 maggio 2017

Il Libro "la Primavera araba" verrà presentato alla Facoltà di Scienze Politiche, dell'Università la Sapienza di Roma

Il Libro la Primavera araba verrà presentato alla Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione dell'Università a Sapienza Università di Roma, Aula !3 alle 10 del giorno Venerdì 26 Maggio. Il dibattito verrà condotto dal professoriTito Marci. Ne discutono con l'Autore Augusto D'Angelo, Serena Fraiese, Arianna Pasquini. . Interverranno gli studenti e tutti i partecipanti.

domenica 7 maggio 2017

Maggio, la gioia



Mio caro maggio
Non ho cessato di sognare…
E le mie grandi idee
Rimangono ancora socchiuse
Di rabbia vivo e mi rinvigorisco
Ancora per un po’ mi sento fanciullo

Ho ammirato oggi il tramonto
La primavera è cosi eccitante
Riesce sempre a risvegliare i miei sogni d’infanzia
Guardo il cielo come una rondine e sospiro
Per non esser riuscito ancora a darmi delle ali
Ma il mio cuore è innamorato delle stelle!

Perché solo te , oh maggio!
Riesci a far sognare i vivi e i morti
La rinascita è contagiosa
Ma la vita…, ma  la gioia
Non riescono sempre ad esserci assieme

Vivere, però, è meraviglioso!

lunedì 1 maggio 2017

J’Accuse del primo Maggio 2017 sulle primarie del Partito “ democratico”


J’Accuse del primo Maggio 2017 sulle primarie del Partito “ democratico”

Devo interrompere la festa del lavoro per dire due parole sugli ultimi sviluppi in seno al partito democratico. Insomma la Commedia dell’Arte del partito democratico sembra non avere fine. Anzi si ricomincia daccapo con la successione alla Segreteria del Partito di Renzi a sé stesso. Così è stato decretato dalla commissione Dem che ha vigilato sulle ultime primarie di ieri. “Quasi due milioni di cittadini sono andati alle urne” ( ci dobbiamo credere?)  e hanno confermato la fiducia a colui che ha snaturato il partito democratico, il partito dei lavoratori italiani, allontanandolo dai militanti, dai cittadini italiani e dai veri problemi del paese. Un partito calcato sull’immagine di Renzi, sulla sua cupa e fallimentare visione dell’economia, della società e della politica estera italiana, che hanno nulla a che fare con la realtà e gli interessi italiani, ma sono strettamente legate agli interessi dei gruppi economico-finanziari che l’hanno sostenuto e lo sostengono tuttora. Su questa illusoria vittoria di Renzi due osservazioni sono doverose:
1-     aver rifiutato di convocare il congresso e aprire un dibattito vero e franco con l’opposizione interna prima di qualunque riapertura delle primarie ha dimostrato quanto sia interessato il signor Renzi alla dialettica interna e in definitiva  alla democrazia in seno al suo partito. L’uscita dal partito di personaggi storici dimostra quanto sia stato aspro lo scontro tra le due fazioni.
2-     L’aver avuto come rivali alle primarie due personaggi come Emilio e Rolando ( Pinco Pallino e Sempronio), che a detta di tutti gli osservatori, gli facevano da soli figuranti, la dice lunga sull'ennesima Commedia dell’Arte del partito democratico.

Insomma, Renzi si illude ancora di poter ritornare al governo del paese, ma questa volta la partita sarà molto difficile e nessuno gli potrà perdonare di avere lui illuso il paese con le sue mancate riforme e soprattutto illuso i giovani con tante promesse mancate, rivelatesi slogan e proclami propagandistici. Non gli basteranno affatto quei due milioni che si sono recati alle urne ieri, e non sappiamo ancora a quali fonti credere? E a a quali “inserimenti finali ?”. Il partito democratico ci ha abituato ai colpi di scena e alle verità nascoste che vengono rimpiazzate con quelle di comodo, che prima o poi qualcuno o qualche istituzione smaschereranno.

Questa Commedia dell’Arte non è più bella né divertente. 

Buon primo Maggio a tutti i lavoratori


Buon primo Maggio a tutti i lavoratori



venerdì 28 aprile 2017

J’Accuse del 28/04/2017 sulla visita di Papa Francesco in Egitto.



Un gesto lodevole e coraggioso quello di visitare un paese martoriato dalla guerra e diviso dai muri dell’odio e del fanatismo politico e religioso.

Occorre premettere che i cristiani copti e i mussulmani in Egitto avevano convissuto per secoli in pace finché  tale armonia non venne alterata dagli imperialisti inglesi e francesi, che usarono ad arte l’argomento della difesa delle minoranze religiose in tale paese per giustificare ogni loro intervento nell’area medio-orientale. I mali del Medio-oriente sono sorti proprio per colpa di chi aveva sempre speculato sulle divisioni religiose di questi paesi, secondo la massima: divide et impera, per poter controllare e imporre le regole del gioco a questi popoli. La creazione dello stato israeliano con tutte le conseguenze politiche, le guerre e le umiliazioni che avevano subito i popoli medio-orientali aveva ostacolato e ostacola tuttora  il dialogo e l’intesa tra le diverse religioni del testo sacro. Argomento questo molto caro ai mussulmani: il ritorno a Gerusalemme è sempre un sogno al quale non si è mai rinunciato. E sappiamo bene quali sono le responsabilità del mondo occidentale nell'aver sconvolto gli equilibri geopolitici dell’area per poter consentire allo Stato ebraico d’esistere. I mussulmani hanno pagato finora un caro prezzo e non saprei qual è amnesia della storia o quale alchimia possano far sì che si possa accettare tutte le passate ingerenze e umiliazioni. In tutte questi decenni tale questione è stata tenuta sotto controllo con la forza. Era come se si teneva coperto il cratere di un vulcano che prima o poi sarebbe scoppiato. Le dittature militari amiche dell’occidente avevano retto finché non scoppiò la primavera o se preferite l’autunno arabo. I popoli arabi fino ad allora non avevano voce in capitolo. Dopo qualche tempo tutto ritornò come prima! L’esercito ha ripreso il potere in Egitto, la Libia fu distrutta, la Siria è diventata il campo di battaglia tra mussulmani sunniti e sciiti. Divide et impera! La mente diabolica trama contro i popoli medio - orientali. E Quanto all’armonia tra cristiani copti e mussulmani, qualcuno ha cercato e cerca di trasformare l’Egitto in un campo di battaglia, esattamente come la Siria. E la mente diabolica continua a tramare…  

domenica 23 aprile 2017

I sepolcri del mare

I sepolcri del mare

Il parto funebre
All’alba arriva
L’orrore è sulla riva
La morte e le tenebre

All’alba si muore…
Tra le fiamme dell’abbandono
le speranze si perdono…
Finalmente un po’ di clamore!

Sento angeli ebbri
Non più tra di noi
Parlare degli avvoltoi
E del mar e dei suoi sepolcri

Raccontano tragedie inaudite
Naufraghi che supplicano il mare
Gli cantano ogni poesia che lo possa domare
Purché risparmi  le  loro vite

O mar altero!
Donaci una terra florida,
e un animo pietoso e impavido
E non un mesto cimitero…

In fondo tu o mare!
Ci culli, culli
Siamo noi i tuoi fanciulli

Com’è bello morire nel mare!

J’Accuse del 23/04/2017 Dialogo tra un trafficante di Uomini e un profugo



Il Paradiso è nel vostro cuore
Seguitene ogni rotta
Alla fine giungerete come una flotta
Dopo una grande prova di dolore

J’Accuse del 23/04/2017  Dialogo tra un trafficante di Uomini e un profugo

Il Mar Mediterraneo è diventato da qualche tempo il Palcoscenico di una grande Tragedia Dell’arte.
Più precisamente, dalla caduta del regime di Gheddafi, la Libia è diventata la porta incontrollabile da dove partono migliaia di migranti: profughi, fuggiaschi, avventurieri, criminali pronti a cambiare identità e religione pur di avere un rifugio in Europa. Dietro a questa tragedia dell’arte non ci sono solamente i cri liminali d’ogni matrice, ma anche la complicità di coloro che strumentalizzano questo problema per ricavarne dei vantaggi politici o economici, a partire da alcune ONG che operano nel Mediterraneo e sui quali sta indagando la magistratura italiana. Ma, in verità, la più grande complicità di cui godono questi criminali è quella dell’incapacità degli stessi governi europei che hanno deposto e mandato all’inferno Gheddafi di poter ridare a questo difficile e martoriato paese quella stabilità, che aveva durante la dittatura, e quella nuova identità democratica, che non si poteva e non si potrà trapiantare con le armi. L’Europa con tutti i suoi eserciti e marine è incapace di controllare le coste libiche e di neutralizzare due beduini che controllano il Golfo di Sirte? Insomma siamo alla frutta! Come direbbe sarcasticamente la satira. Ogni giorno assistiamo increduli all’arrivo di migliaia di migranti. Altri, quelli che non ce la fanno, sono accolti dai fondali del Mediterraneo e non sapremo mai il loro numero. In questo tragico contesto la Libia post Gheddafina è diventata la porta per l’Europa dove affluiscono da ogni dove i candidati a quest'incredibile avventura. Li dicono che l’Italia li darà un lavoro, una casa, un avvenire. L’Italia o un altro paese europeo, non importa. L’importante è riuscire a fare la traversata, a compiere la metamorfosi. Così arrivano sulle nostre coste, questi poveri illusi. La loro speranza e la loro umanità sono tali da farci commuovere ma il nostro raziocinio ci porta indubitabilmente a fare delle considerazioni. In questo contesto vi riporto un dialogo tra un trafficante e un profugo: entrambi s’interrogano sul perché il mondo è peggiorato e tutti speculano sulla dignità degli uomini:

           -Il profugo:  una volta Gheddafi ci diceva che eravamo dei cittadini africani e che avevamo la stessa dignità e gli stessi diritti! Non c’era bisogno d’esibire il Corano per credere e dire ciò. Oggi voi vi comportate come delle bestie. Dite che siete mussulmani ma non lo siete. Ci trattate come degli schiavi quando l’Islam è venuto con l’affermazione dell’Uguaglianza tra gli uomini? Insomma non capisco…
            - Il trafficante: Siamo delle bestie, negro! Ripeti
            Il profugo: lo siete nei fatti, anche se pregate. In realtà se voi applicaste l’Islam. Non ci sarebbe questo flusso di aspiranti all’attraversata. Tutto si risolverebbe qui. Questa terra è così ricca. Più ricca dell’Italia. Ora fate di me quello che volete. Io non ho più paura.
            - Il trafficante:  lo sai perché non ti uccido ora?
            - No
            - Il trafficante: perché non voglio che il tuo sangue infetti la mia terra. Ora salirai su quel barcone e sparirai dietro l’orizzonte. Se riuscirai ad attraversare quella sarà la tua punizione. Farai l'accattone oppure se sei fortunato lo schiavo per i crociati.  Dimentica il fatto che avrai un'altra identità. Lì non sarai né carne né pesce! E' la pura verità disse ridacchiando. Centinaia di migliaia sono spariti dietro quel maledetto orizzonte per andare ad inondare l’Europa di chiavi e d'accattoni, e magari di criminali.
            Il profugo: è questa la vostra vendetta verso l’Occidente?
            -Sì, tu ne sei ,il trsite strumento! Ma è l’Occidente che ha voluto questa situazione. Sono loro che hanno distrutto il nostro paese. La nostra unità, il nostro orgoglio. Ora siamo dei mercenari, dei terroristi, e poi il trafficante sparò una raffica di mitra in aria. "Allah Akbar", disse
         Allah Akbar, dissi anche io e poi il barcone cominciò a muoversi verso ll temuto sognato orizzonte.

            

Hamid Misk, scrittore.

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